


Scheda.

La paura dell'infinito

All'interno della scuola di Elea sono state gettate le fondamenta
di gran parte del pensiero occidentale: sono cio stati posti
problemi alla cui soluzione hanno lavorato generazioni e
generazioni di filosofi. Senofane e Parmenide sono stati gli
artefici della scoperta della potenza della mente dell'uomo,
capace di conoscere l'unicit e l'unit dell'Essere; ma, al tempo
stesso, Parmenide - e il suo discepolo Zenone - sembra quasi voler
mettere un freno a questa potenza, grazie alla quale Anassimandro
aveva potuto pensare l'peiron (l'indefinito, l'illimitato,
l'infinito). Parmenide insiste nel definire l'Essere come pieno
e come indivisibile: [...] Il pieno, infatti,  pensiero
(frammento 16, v. 4); E neppure  divisibile, perch tutto intero
 uguale; / n c' da qualche parte un di pi che possa impedirgli
di essere unito, / n c' un di meno, ma tutto intero  pieno di
essere (frammento 8, versi 22-24). L'Essere  perfetto perch,
oltre che pieno,  limitato: [...] Infatti, Necessit
inflessibile / lo tiene nei legami del limite, che lo rinserra
tutt'intorno, / perch  stabilito che l'essere non sia senza
compimento (frammento 8, versi 30-32); e ancora: Inoltre, poich
c' un limite estremo, esso  compiuto / da ogni parte, simile a
massa di ben rotonda sfera (frammento 8, versi 42-43). Gli stessi
limiti e confini sono imposti all'universo materiale e sensibile:
[...] e conoscerai altres il cielo che tutto circonda, / donde
ebbe origine, e come la Necessit lo guid e costrinse / a tenere
fermi i confini degli astri (frammento 10, versi 5-7). La paura
dell'infinito  strettamente legata all'idea di principio, che, a
sua volta, non  separabile da quella di causa e da quella di
necessit. Le cose che sono - sia che le consideriamo una
molteplicit di enti, sia che le riconduciamo all'Uno - sono
regolate da una legge che, in quanto tale, impone le sue norme, fa
s che ci che  sia cos com' e non possa essere altrimenti:
questa  la necessit. La necessit si manifesta innanzitutto
nella concatenazione causale delle cose che sono: ciascuna cosa 
perch ha una causa. L'arch  la causa prima da cui traggono
origine tutte le cose. Se noi immaginiamo che la catena delle
cause che lega un ente a un altro possa essere infinita, appare
subito evidente che non sarebbe possibile risalire alla causa
prima, oppure, partendo da essa, a un ente particolare. Questo
concetto - che  sviluppato da Aristotele - ha le sue radici
proprio nella scuola di Elea: l'infinito sarebbe la dispersione
dell'Essere, la sua progressiva rarefazione, la sua dissoluzione
del Nulla. Un Essere divisibile all'infinito, all'infinito sarebbe
Nulla. E cos l'universo verr pensato per secoli come finito,
racchiuso nella sfera perfetta di purissimo cristallo del cielo
delle stelle fisse. Anche Copernico - nel momento in cui
rivoluzion la struttura dell'universo - non mise in dubbio la sua
finitezza

